Cantavano i ragazzi che sfilavano davanti ai poliziotti. Le squadre antisommossa rimanevano stranamente immobili. Poi si scoprì che le loro cyber-tute potenziate erano bloccate da un chip difettoso che era stato infiltrato da un virus. Quei guerrieri protetti da armature tecnologiche assolutamente inutili, erano disarmati e inermi. Dietro le loro visiere di vetro corazzato piangevano di impotente rabbia. Ma il mondo vide in quelle lacrime pentimento, ribellione e disobbedienza. Anche un generale lo pensò e infuriato li fece travolgere come birilli da un blindo-drone. L’ultima immagine che scampò alla censura satellitare fu quella di una ragazza che strappava la corazza ad uno dei guerrieri caduti per potergli fare un massaggio cardiaco.