in ogni numero della rivista c’è un elenco di generi possibili, cioè cosa ci piacerebbe trovare; racconti che debbono essere ancora scritti, ma che ci piacerebbe trovare scritti:
Storie di pugili che prendono tutto alla leggera; monologhi sull’arte di far la polenta; letture dai manicomi filosofici; atei che parlano a favore di Dio; popolazioni poco umane; visioni allucinazioni teorie cosmiche; personaggi storici non passati alla storia; frammenti di estasi; stoici a cui viene l’ulcera; prose che manifestano almeno un po’ di ribrezzo per la parola io; contra academicos; ritratti di grandi balordi; scritti solo per dar noia a qualcuno; gelosie, furiosi discorsi che vanno avanti come cani randagi; tristi casi sessuali di critici che vedono il sesso ovunque, perfino in Freud; inchieste etnologiche sui più celebri critici delle capitali; istigazioni a delinquere; convegni per decidere questo problema: come si può scrivere dopo Pulp Fiction?; scrittori che a sentire tali parole spaccano il tavolo e la biro; giudizi iracondi su opere famose; storie di sposati che sperano nella guerra atomica; testamenti di moribondi infuriati; elenchi del telefono di città inesistenti compilati per puro piacere; storie di sguatteri e di cuochi che non hanno il senso della misura; racconti in cui piova per tutta la prima riga poi venga il sereno; racconti dove un critico fa la calza; racconti che subito non fanno impressione ma poi tornano in mente tutta la notte; politici esasperati dalla politica, ragionieri esasperati dalla ragione, gasisti esasperati dal gas, critici esasperati dalla letteratura; ricordi d’infanzia quando si diventa un po’ appassiti; racconti in cui uno scoppia di salute; gente che parla sempre come se fosse al balcone; riunione in cui tira un vento freddo del nord che rende tutti muti e menefreghisti; parole dette contro le autorità comunali in cui compaia non si sa come la parola asino; discorso in cui si chiarisca finalmente perché in una popolazione ogni tanto qualcuno si proclama critico e qualcun altro ci crede.