Pensieri spettinati

Se non c’è niente da ridere vuol dire che non c’è niente di tragico, e se non c’è niente di tragico, che valore vuoi che abbia.
Oct 24
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Quindi c’è stata la gara. La prima a esibirsi è stata una compagnia argentina, lui che sollevava lei di continuo, la faceva volteggiare in aria. A lui tremavano le braccia e la schiena. Io li guardavo in apprensione, il sudore sulla faccia e quel tremito, sembrava gli si dovesse spezzare la schiena. Poi ha sollevato lei, e lei ha cominciato ad andare su e giù sul trapezio, sotto quel piccolo tendone da circo […].
Poi la notte mi sono svegliato di colpo. Sognavo di precipitare e però non arrivavo mai a terra. E ho ripensato a quei due argentini, a tutta la fatica che facevano, la schiena di lui che tremava per la tensione, e lei che rischiava di continuo, in aria, e come poi però dopo erano felici, quando hanno finito, e hanno alzato le braccia contenti per avercela fatta, e ridevano, e tutti abbiamo applaudito, perché ci eravamo salvati anche noi, insieme a loro, con quel trapezio preso in volo. E lì seduto sul divano, alle tre del mattino, con i pensieri scuri della notte, mi sono chiesto come mai invece noi, ogni volta che facciamo fatica, e ci trema tutto per la tensione, e ci sembra di soccombere, e quasi non riusciamo a respirare, come mai noi poi quando ritorniamo a terra non alziamo le braccia, e non ridiamo, e non esultiamo, e non c’è nessuno a farci l’applauso.
— Andrea Bajani