La danza del chicco d'uva
Ieri, per caso, ho trovato un numero del Corriere dei piccoli, anno 1977, costo lire 300. Non lo so da dove è venuto fuori questo numero del Corriere dei piccoli, ma c’erano, su questo numero del Corriere dei piccoli che ho trovato, due pagine di giocoscienza.
Pare che se prendi un bicchiere lo riempi di acqua ci versi tre cucchiai di aceto mezzo cucchiaio di bicarbonato, l’acqua comincia a spumeggiare e gorgogliare. Che se ci avvicini la faccia ti senti punzecchiare la pelle.
Pare anche che se in questo bicchiere d’acqua ci metti un chicco d’uva, questo chicco d’uva va a fondo, ma non ci resta per molto, sul fondo, comincia a salire, arriva giusto appena sotto la superficie, si ferma un po’, poi scende di nuovo. Può andare avanti anche per un’ora, così.
Pare che questa cosa, il fatto che il chicco d’uva che hai messo nel bicchiere va su e giù, succede perché ci sono delle bollicine di gas. Queste bollicine di gas si attaccano al chicco d’uva, lo ricoprono tutto, e il chicco d’uva sale in superficie come legato a tanti palloncini. Perché queste bollicine di gas, anche se sono piccole, sono più leggere dell’acqua, e poi sono tante, e allora trascinano il chicco d’uva in alto.
Quando però il chicco d’uva affiora alla superficie, alcune bollicine scompaiono nell’aria, ne restano poche, non ce la fanno a sostenerlo, il chicco d’uva torna verso il basso.
Ma sul fondo nuove bollicine si attaccano al chicco d’uva, lo ricoprono tutto, il chicco d’uva risale in superficie e la danza del chicco d’uva ricomincia.
A me, questa cosa che era sul Corriere dei piccoli, anno 1977, costo lire 300, mi ha dato da pensare. Che la danza del chicco d’uva, un po’, mi pare rassomigliare da vicino alla vita.
(è un mio post vecchio vecchio, solo mi capita di pensarci spesso, ultimamente, allora lo metto qui)