July 2009
Discorso sulle bandiere anarchiche tenuto a Reggio Emilia il 20 marzo 2008 e confluito poi nel volume di Paolo Nori Pubblici discorsi, Quodilbet, Compagnia Extra, 2008.
«Riassunto del libro:
È bella l’anarchia?
È bellissima.
È possibile?
Non è possibile.
È meno bella per il fatto
di non essere possibile?
Non è meno bella».
L’anarchia non è licenza e disordine. E’ ginnastica di libertà. Lo scatto atletico di chi balza sulla carrozza regale e pianta tre palle nel cuore del tiranno.
Può essere, certo, il distribuire pane quotidiano agli affamati… ma è anche e soprattutto cercare un modo perché gli affamati non abbiano più fame. Spesso questo modo è livellare le differenze.
Spesso la livellatrice è stata la ghigliottina, il pugnale, la bomba, la pistola.
” —due cosette ancora su un libercolo e poi un doveroso brindisi (via ilmuseodelmondo)Comics and classic videogames
At the end of his life Citoyen Sade, better known as Marquis D.A.F de Sade denied to be the author of Juliette. Insulted he was, that nobody had seen that the style of that infamous book was way below his standards.
Like all great con-men he wanted to go out in style. To be remembered as the Great Philosopher. Well, some claim he is. What a pity. There were so many good philosophers around in his days, but there was just one pornographer as great as D.A.F. de Sade.
The illustrations below are from a Dutch printing of Juliette from 1789.
Like the Citoyen he did not want to sign his work, but if it wasn’t Borel, it was somebody who knew very well how to copy him.
hellzabloggin legge Rintra, un post pubblicato dall’altra parte e a me piace molto e ringrazio (già segnalato da segnalibridiviola)
di Gianni Celati
Brian Eno, insieme al pittore Peter Schmidt, ha creato un mazzo di 100 carte per aiutare a risolvere le crisi creative.
“Strategie Oblique” è disponibile in 5 edizioni di cui 4 sono online e basta un click per farsi passare quel noioso blocco dello scrittore e sfornare quel benedetto capolavoro per comprarsi la villa al mare e la macchinazza.
E’ arrivata la pioggia, ce n’era bisogno. Fa ancora freddo, Che scuro che c’è.
Sei lì che paghi, non sai mai cosa dire.” —L’Accalappiacani » Per il numero 6 (grazie a segnalibri di viola)
ormai è deciso, il prossimo post, parlo del Folletto :-)