Pensieri spettinati

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Jul 05
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L’altra sera, la cassa che mi son scelto, c’era la cassiera una splendida quarantenne che non esagero sembra la sorella di Maria Cuffaro. C’era lei, io la guardavo, cercavo di fare il mio sguardo migliore mentre passava il formaggio, lo yogurt e il pane sopra al lettore ottico e io la guardavo, cercavo di fare lo sguardo quello giusto, poi lei mi ha guardato e mi ha detto Son trentadue franchi. Quattro cose, trentadue franchi, sinceramente mi sembrano troppi, le ho detto, saranno massimo sei franchi la mia piccola spesa. Sicché la cassiera si è subito allarmata e mi ha detto Cavoli, il cliente di prima non ha pagato. A quel momento l’ho guardata con uno sguardo ancora più profondo come a dire non ti preoccupare pago io la differenza, basta che poi ci mettiamo in pari a casa. Fatto quello sguardo lì, molto languido, lei si è alzata, è andata a rincorrere l’altro cliente.
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Titolo del libro allegato domani con il Foglio: “L’uomo che non era mai stato chiesto in sposo”. Ai cortesi lettori: attenzione, non chiedetelo in edicola , in quanto il libro non esiste. Sarà citato nelle pagine del Foglio solo il titolo detto sopra. E finisce tutto lì. Se volete pagarlo 20 centesimi in più, giornale+titolo del libro 1,50 euro.
Jul 04
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Canemucca » Helpin Darwin
“ah sì, la strip all’inizio avrebbe dovuto intitolarsi Napalm, poi però m’è venuto Helpin Darwin. Vai a capì, son cose che succedono tutte sottocorteccia, quindi boh.”

Canemucca » Helpin Darwin

“ah sì, la strip all’inizio avrebbe dovuto intitolarsi Napalm, poi però m’è venuto Helpin Darwin. Vai a capì, son cose che succedono tutte sottocorteccia, quindi boh.”

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[…] è così difficile. è come pretendere di descrivere il cielo o l’aria fina della mattina o il frizzante dell’acqua gassata. sono anche queste le cose sceme che mi contraddistinguono da sempre. la passione per l’eterna fuggevolezza dell’attimo e la sua trasparenza. sarei un poeta minore io, al gioco scemo dei se. uno di quelli che sui libri di testo hanno solo tre o quattro righe a spiegarli e che è difficile studiarli perchè non sai mai come ripeterli.
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Destino - Disney & Dali

In 1946, famed surrealist artist Salvador Dali and Walt Disney became unlikely collaborators, and set to work on a short film called Destino. The project was ultimately abandoned with less than 20 seconds of film shot, but six decades later modern Disney artists completed the film using Dali’s original storyboards. (via Neatorama)

Jul 03
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in reblog da skiribilla: prima tavola di Notte di Carnevale [di Andrea Pazienza], un aggancio di cornerlist alla storia di Flaviano

in reblog da skiribilla: prima tavola di Notte di Carnevale [di Andrea Pazienza], un aggancio di cornerlist alla storia di Flaviano

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il Pd sa che i valori non si difendono solo in sala parto e in sala rianimazione perché, in mezzo, c’è tutta la vita davanti.
(Beppe Fioroni sul Foglio di ieri)
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Poly Bernatene è un illustratore argentino (scoperto via Criterion)
Poly Bernatene è un illustratore argentino (scoperto via Criterion)
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Paola Gassman toglie tutti dall’imbarazzo e legge una storia di parole che si srotolano e che sono grumi di buio.
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Questa legge prende a pretesto i matrimoni di convenienza per ostacolare fino alla persecuzione i matrimoni misti, ostacola maniacalmente l’unità delle famiglie, fissa per gli stranieri senza permesso di soggiorno una pena pecuniaria grottesca per la sua irrealtà - da 5 a 10 mila euro, e giù risate - e in capo al paradosso si affaccia, come sempre, il carcere. Carcere fino a tre anni per chi affitti una stanza a un irregolare: be’, dovremo vedere grandiose retate. Galera ripristinata - bazzecole, tre anni - a chi oltraggi un pubblico ufficiale: la più tipicamente fascista e arbitraria delle imputazioni. Quanto alle galere per chi non abbia commesso alcun reato, salvo metter piede sul suolo italiano, ora che si chiamano deliziosamente Centri di identificazione e di espulsione, ci si può restare sei mesi! Sei mesi, per aver messo piede.
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Torno verso le piccola porta. A un tratto una voce che dice: “Signorina!” Mi volto. Vedo un signore con gli occhiali e la barba unita ai baffi. Aveva l’aria di essere un uomo di cultura. Prima che cominciasse a parlare gli consegno la tessera, gli dico: “E’ il mio primo giorno di lavoro, mi scusi.” Poi sorrido. L’uomo si ritrova lì con la tesserina in mano. La fissava come se la vedesse per la prima volta. Mi rimetto su in piedi e mi accorgo che tutto il personale aveva smesso di fare quello che stava facendo, e mi stava guardando. Mi guardavano in modo strano, non sembravano arrabbiati. Parevano stupiti perché avevo sorriso.
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